Neuropsicologia e Lombroso: il setto pellucido cavo

Cenni su Lombroso
Uno dei padri fondatori (se non proprio l'unico e il solo) della criminologia moderna è indubbiamente Cesare Lombroso. Sebbene le sue teorie siano state ampiamente smentite, questo esimio scienziato ebbe una delle intuizioni più importanti della sua epoca: catalogare i criminali e le persone per bene unicamente in base al proprio aspetto, alla propria fisionomia e al proprio "cervello".
L'intuizione però, non poteva essere sostenuta senza strumenti moderni come TAC o risonanze magnetiche ma Lombroso non si perse d'animo. Catalogò cervelli, fotografò crani e mappò la corteccia cerebrale fondando una scienza dal nome dall'aspetto bizzarro: fisiognomica e craniometrica. Prese anche gli studi di frenologia di Gall, la integrò e la sviluppò ulteriormente.
Ad oggi, le sue teorie sono ormai desuete e abbondantemente sconfessate. Ma è proprio così? In questo articolo, vediamo quanto Lombroso abbia ancora il suo appeal su questioni di neuropsicologia e criminologia moderna.
L'encefalo: dalla formazione al suo sviluppo
Una volta che la morula inizia la gastrulazione, il miracolo della natura inizia con la formazione del tubo neurale che appare come disco piatto composto da tre strati distinti:
a. endoderma: diventerà il rivestimento esterno di moltissimi organi che compongono il nostro corpo;

b. mesoderma: da questo foglietto di cellule inizieranno a differenziarsi ossa e muscoli;
c. ectoderma: quello che ci interessa in questo articolo. Il suo sviluppo consentirà al sistema nervoso di evolvere durante tutta la gravidanza.
Proprio dall'ectoderma e dopo 17 giorni di gestazione (nell'uomo, ovviamente) compare la placca neurale. Con il passare del tempo, compare la cosiddetta doccia neurale che si fonderanno insieme per creare il tubo neurale. La sua funzione è importantissima perchè da questo momento in poi, l'intero sistema nervoso inizierà a svilupparsi proprio dal tubo neurale. Se dalla gastrula otteniamo il feto, dalla neurulazione otteniamo i neuroni che comporranno il sistema nervoso centrale. E non solo quello.
Oltre al tubo neurale inizia a differenziarsi anche il cervello: compaiono tre importantissime vescicole dette vescicole primitive che assumono il nome di proencefalo, mesencefalo e rombencefalo. Vediamo nel modo più generico possibile, come queste strutture si differenziano e il loro scopo.
Il proencefalo si differenzia sino a creare il bulbo olfattivo, le vescicole ottiche e le vescicole telencefaliche. Da questo compendio di strutture nasce l'encefalo vero e proprio, con i suoi emisferi.
Nel mesencefalo compare si differenziano le strutture che ospiteranno gli assoni che innervano la corteccia cerebrale e i nervi principali (III e IV nervo cranico).
Il rombencefalo ha il pregio fra gli altri, di generare il cervelletto, il ponte e il midollo allungato, chiamato altresì bulbo.
Il prodotto finale lo conosciamo tutti:

La criminalità: comportamento appreso o genetico?
La conoscenza del cervello è il fulcro di ogni teoria che tenta di spiegare la devianza sotto il modello bio-psico-sociale, in cui l'esperienza finale dell'uomo è rappresentata da una combinazione di fattori biologici (quindi il cervello nel suo sviluppo da quando è un foglietto alfa-ripiegato dal quale compare la placca neurale), fattori psicologici (con la maturazione del carattere e dei connotati sessuali) ed infine sociale (l'influsso che la società nel suo complesso e nei suoi vari livelli -genitori, scuola, gruppi di pari- esercitano la propria influenza sull'individuo).
E Lombroso?
Sicuramente, se potessimo tornare indietro ed intervistarlo probabilmente affermerebbe che il suo campo di studi sia quello biologico e che le altre sfere potrebbero sì contare, ma mai quanto la fisionomia di un delinquente.
Ed aveva ragione?
E' a questa domanda che stiamo cercando di rispondere in questo articolo. In linea teorica e con le conoscenze che abbiamo oggi (il modello bio-psico-sociale appunto) dovremmo affermare un categorico e granitico no. La composizione genetica ha certamente il suo peso, soprattutto con il contributo che l'oramai famoso gene della violenza (MAO-A) ha dato nella comprensione del comportamento deviante ma non è possibile addossare tutta la colpa alla sua "espressione". Il fattore sociale e psicologico sono scoperte che oggi si avviano sempre più a diventare un pilastro nelle scienze umane di natura biologica e pertanto risultino innegabili e non è giustificabile in modo alcuno la loro estromissione dal contesto di studio.
Oggi difatti, possiamo (e dobbiamo) affermare che dietro un bambino/uomo delinquente vi è certamente il contesto sociale, il quale ha influito su quello psicologico che è un'espressione di geni provento dal modello biologico.
E quindi, con questa spiegazione dovremmo necessariamente estromettere Lombroso dal contesto di studio poichè le sue teorie comprendono solo il modello genetico e biologico e tralasciano o prendono in poco conto le restanti due dimensioni.
Il destino di Lombroso appare inesorabilmente segnato: l'oblio della Scienza, quel cimitero dove vengono gettate tutte le teorie desuete o confutate che risultano solo un ricordo nei libri di storia, dove oramai gli si dedica sempre meno spazio e sempre più conciso, dove gli Autori cercano subito di smarcarsi da questi filosofi che senza alcun macchinario moderno, hanno osato giocarsi la reputazione con idee e pensieri alternativi, diversi e che hanno fallito agli occhi della Scienza Moderna.
Eppure, se Lombroso è il padre indiscusso della Criminologia, un motivo c'è.
La rivincita di Cesare
Concentriamoci sul solo modello biologico e tralasciamo quello psico-sociale. Cesare era innamorato dell'idea di una stigmatizzazione cerebrale e fisica fra uomini normali e uomini delinquenti. Come già ho scritto, questa idea è stata soppiantata e smentita dal progresso scientifico moderno, giovane. Eppure, abbiamo sicuramente commesso un errore: liquidare troppo velocemente quello che ci sembrava vecchio e desueto.
Torniamo alla formazione del nostro encefalo, che abbiamo sommariamente descritto nel paragrafo 2. Quando l'encefalo si sviluppa dalle tre vescicole che abbiamo visto, la natura dovrebbe fornirci un cervello normale che se visto in sessione è come appare nella figura sinistra della seguente foto:

Il cervello normale appare lineare, delineato, armonioso potremmo dire. Vedete bene dalla figura come la sostanza bianca e la sostanza grigia appaiono lineari all'osservazione e non generano la sensazione di "stonatura" che invece assistiamo quando guardiamo la seconda foto.
Al di là di questo, dobbiamo concentrarci su un fattore importante di queste due fotografie: il setto pellucido. Questa struttura riposa nella parte più profonda dell'encefalo e va a dividere i ventricoli cerebrali:

Il setto in un cervello normale, appare come unico e senza cavità al centro; all'opposto, nella patologia designata, il setto è a sua volta diviso ed attraversato dal liquido cerebrale. Quando lo sviluppo di amigdala, corpo calloso e ippocampo crescono velocemente, tendono anche a comprimere in modo netto il setto pellucido che quindi, si fonde in modo naturale e normale. La fusione avviene fra i tre e i sei mesi dalla nascita; se in tal periodo le strutture limbiche non raggiungono il giusto grado di sviluppo, non comprimono il setto che pertanto rimane "sganciato" in due lamine e non si salda correttamente. Da qui, la patologia chiamata setto pellucido cavo.
La questione assume rilievo quando furono somministrati a 19 soggetti con la patologia in discorso, dei test che misuravano la psicopatia o disturbo antisociale di personalità: i punteggi ottenuti erano nettamente superiori rispetto a coloro che avevano un cervello dal setto pellucido saldato correttamente.
Il grado di mancata saldatura non è uguale per tutti e potrebbe essere anche diverso. Difatti, il setto potrebbe essersi saldato anche per metà o per meno o per di più sebbene mai in modo completo. Ciò da un grado diverso della patologia e la sua intensità si riflette più o meno nel comportamento deviante del soggetto. Quello che è stato scoperto è che negli psicotici, il grado di saldatura del setto è più alto e quindi lascia presupporre un mancato sviluppo cerebrale, risultando interrotto.
Tuttavia, anche in soggetti con disturbi antisociale della personalità hanno lo stesso problema e compare anche in individui che non presentano disturbi ma che hanno avuto una serie di condanne penali.
Conclusioni
Questi studi lanciano un messaggio chiaro: esiste di fatto una base neuro-evolutiva che riguarda la manifestazione del crimine che si stabilizza ed agisce ancor prima della nascita del bambino. Il problema è che ancora non si comprende completamente quale sia il problema che sfocia nella patologia del setto pellucido cavo. Studi di settore però, hanno dimostrato un'importante connessione fra alcool e madre incinta. Più la donna beve quando è in gestazione e maggiori probabilità vi sono nel far sviluppare la malattia da setto pellucido al neonato. Nello studio di Raine et all. poi, è stato scoperto che il mancato sviluppo cerebrale era collegato in modo certo al disturbo antisociale che presenta indifferenza verso se stessi e gli altri, mancanza di empatia ed aggressività.
In conclusione, il setto pellucido cavo da solo tende a predisporre il paziente verso l'aggressività, la psicopatia o al comportamento antisociale.
In alcuni pazienti, basta la presenza del setto pellucido cavo che unito ad uno sviluppo anomalo della corteccia prefrontale e ad un malfunzionamento delle strutture limbiche a generare un comportamento criminogeno che li porta a perdere il controllo dei propri comportamenti in riferimento alla legalità, alla sessualità od a una marcata aggressività verso il prossimo. Nei casi peggiori, anche tutte e tre le cose insieme.
E Lombroso?
Sembrerebbe avesse in parte ragione, a conti fatti!
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